
Handmade Bread_pics of Alberta Rossi_
“Sono orgogliosa per essere sopravvissuta ad un week-end lungo senza i padroni di casa. Ho dato da mangiare ai maiali, alle galline, alle anatre. Ho contato le pecore e ho controllato che le mucche non andassero in giro per i campi dei vicini…tutto a posto!! Ho raccolto una quantità incredibile di pesche e ho fatto la marmellata. Ho cucinato il pane e fatto il formaggio alle erbe. Dunque, at the end, animali sopravvissuti e casa intera.” Alberta.
Recitava così una delle prime mail inviate a parenti ed amici da Alberta, Wwoofer italiana nonché mia vecchia compagna di liceo. Non ci sentivamo da tempo ma eravamo in contatto su Facebook. Sapevo che era nel Regno Unito, come tanti altri amici e conoscenti, chi vuoi per imparare la lingua chi per cercare lavoro. La cosa che m’incuriosiva, però, è che diversamente da “mucchio” stava vivendo la sua esperienza britannica in un modo a me totalmente sconosciuto. In una fattoria in Scozia, nel Devon tramite un programma chiamato Wwoofing. No, non è il suono onomatopeico di qualche strano animale anglossassone. Semmai è la risposta alternativa alla solita “vacanza studio” ed al binomio “Regno Unito=Londra”. Prima di fare ricerche e rivolgermi direttamente a lei non ne sapevo nulla. Successivamente ho scoperto che “Essere un Wwoofer” o “fare Wwoofing” deriva da Woof World Wide Opportunities on Organic Farms. In pratica ti da la possibilità di passare un periodo di tempo vivendo in una fattoria: tu lavori per loro e la famiglia o la persona che ti ospita in cambio ti offre vitto, alloggio. Insomma, un modo alternativo di vivere e viaggiare. In modo “verde” e facendo una bella esperienza. Ed a quanto pare, almeno per lei lo è stata davvero. Ha messo in pratica realmente e nella vita di tutti giorni una lingua che ha studiato per anni ed ha vissuto a contatto con la natura. Ma partiamo dall’inizio.
Come sei finita in Devon. E soprattutto, come sei entrata in contatto con il Wwoofing?
In questa contea fantastica ci sono finita per caso, merito di contatti worldwide ottenuti a Findhorn, un ecovillaggio in Scozia dove ho seguito un ecovillage training di un mese. Qui ho conosciuto diversi ragazzi provenienti da tutto il mondo che alla mia domanda ” come posso rimanere ancora in Inghilterra, possibilmente in campagna, per godere del favoloso paesaggio alla Harry Potter?” mi hanno risposto quasi all’unisono: “Why don’t you become a wwoofer?”
Era da tempo che volevo andare in Uk e rimanerci per un po’ di mesi. Viverla, conoscere i luoghi più magici, con viste da mozzafiato. Ma come fare? Londra è la meta di tutti, dove effettivamente si può trovare lavoro più facilmente. Ma in mezzo alla campagna inglese cosa mai avrei potuto trovare? E come fare? A chi rivolgermi? Sarei riuscita a trovare lavoro e appartamento? Non sapevo da dove partire….ecco perché questa risposta, che per tutti sembrava la più ovvia e la più semplice, mi è sembrata oro caduto dal cielo.

Cos’è il Wwoof?
Sta per World Wide Opportunities on Organic Farms (http://www.wwoof.org/), ovvero opportunità globali in aziende biologiche. Nasce ovviamente Inghilterra nel 1971, grazie a Sue Coppard che, dopo essersi trasferita a Londra, sentiva la mancanza della vita in campagna. E dopo aver vissuto 8 mesi nel Devon posso capire il perché!!
È un’idea, a mio parere, geniale. Si tratta di una sorta uno scambio: tu lavori ed in cambio hai vitto e alloggio. C’è anche un’associazione italiana per chi vuole info: www.wwoof.it
Quindi non ti pagavano?E’ la domanda che mi hanno fatto tutti gli italiani con cui ho parlato. Se si pensa, però, che per abitare a Londra si spende quasi tutto lo stipendio in appartamento, cibo, trasporto e sopravvivenza di base, preferisco calarmi nella vita propriamente inglese, lavorare all’aperto in aziende biologiche, che da sempre sono la mia passione, e avere in cambio “solo” vitto e alloggio. E dopo aver concluso questa esperienza posso aggiungere che non si tratta di un semplice lavoro o di un modo come un altro per migliorare l’inglese. Si tratta di uno stile di vita.
Cosa porterai sempre con te di questa esperienza?
Per me questa work experience è stata magica e chi ha la passione per la vita all’aria aperta, per il lavoro
manuale e in questo caso per l’Inghilterra può capire. Ma il bello di quest’organizzazione è che si può scegliere un qualsiasi posto nel mondo. È un modo semplice di viaggiare e molto più interessante del classico visitare da turisti. Molti ragazzi che ho conosciuto nell’ecovillaggio in Scozia hanno deciso di trascorrere così le loro vacanze.
Oltre ad abbattere i costi si possono conoscere molto meglio i luoghi che si vanno a visitare. Ovviamente si va nelle famiglie/fattorie a lavorare e quindi per essere un’esperienza positiva questo lavoro e tipo di vita deve piacere.
Com’era la tua giornata tipo? Si lavora per 5-6 ore al giorno per 5 gg a settimana. Si possono scegliere diversi contesti, se stare in aperta campagna, in un paesino, in una cittadina, il tipo di lavoro (woodland, live stock, gardens, green building, alternative technology) se condividere la stanza con più persone o se avere una stanza propria. L’opzione camping, in Inghilterra, la eviterei!
Come fare per partecipare a questo tipo di programma? Iscriversi al sito è molto semplice. Il costo per un anno non è elevato, 20 pound l’anno per wwoof uk (più 25 euro di assicurazione annua, se si vuole, con OvEuropa, come consigliato nel sito wwoof uk). Dopo aver barrato le caselle che interessano leggete i profili delle varie famiglie selezionate e una volta scelta quella che vi ispira di più la contattate direttamente tramite mail. Consiglio di selezionare più di una destinazione perché non si deve mai escludere di non trovarsi bene. È sempre meglio essere pronti a tutto così, nell’eventualità che quello che troviamo non corrisponda a quanto ci aspettavamo, stiamo poco a rifare i bagagli ed andarcene verso una destinazione alternativa (già selezionata a priori così basta solo inviare una mail ed attendere risposta).
Nessuna paura o preoccupazione prima della partenza? Sì, fa paura. Prima di partire non si sa dove si va a finire. Non si sa con chi si dovrà vivere a stretto contatto, non si sa se piaceremo, se gli ospiti ci piaceranno. Non è semplice, ma, per quanto riguarda me, ho incontrato sempre e solo persone alla mano, disponibili e gentili. È un’esperienza che rifarei domani (e molto probabilmente rifarò come vacanza) e che consiglio vivamente. Ma questo non è l’unico modo di viaggiare diverso dai soliti hotels-B&B-camping. C’è anche il couch surfing. Sono modi alternativi di conoscere il mondo, basati su’idea fantastica: niente soldi come mezzo di scambio. Oggi noi giovani siamo stufi dei soliti confini, delle solite routine. Vogliamo qualcosa di diverso, vivo. Vogliamo scambiatrici idee, aiutarci, condividere esperienze, ricette, salotto, films, divano (couchsurfing vuol dire appunto dormire nel sofà di qualcuno! senza alcun costo)…vogliamo conoscere gente di tutto il mondo e non solo tramite il computer. Vogliamo viaggiare, vedere, conoscere da vicino le nostre mete da sogno. E possibilmente il tutto dovrebbe essere il più cheap possibile.
C’è qualcosa (o qualche situazione) che non avresti pensato di fare/vivere prima di “essere una Wwoofer”? Quando ero nel Devon ho viaggiato spesso facendo l’autostop, perché è piuttosto comune da quelle parti. Penso che viaggiare tramite wwoof o couchsurfing sia più o meno la stessa cosa. Non è per tutti e non tutti si fermano a dare un passaggio. E chi ci crede veramente lo vive non solo come un modo per spostarsi da un luogo ad un altro, ma come un momento di scambio. E come per l’autostop molti ti diranno che sei incosciente a fare cose del genere. Già!…prima di partire è meglio dare un occhiata al conduttore , se siamo già saliti e dopo un po’ non ci sentiamo a nostro agio meglio scendere . Ma generalmente chi fa l’autostop e chi si ferma hanno molte cose in comune. Come ho già detto non è un semplice lavoro/viaggio ma è uno stile di vita.
